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EMDR in oncologia

Il tumore costituisce un evento con alta probabilità di traumatizzazione e ritraumatizzazione. Può comportare senso di minaccia per la propria vita (o quella di altri es. familiari), senso di impotenza, iperattivazione, pensieri intrusivi disturbanti, comportamenti di evitamento.
Questi sintomi sono simili a quelli del Disturbo Post Traumatico da Stress (PTSD) : dal 5 al 35% delle persone con cancro riporta sintomi post-traumatici relativi alla malattia.
La ricerca scientifica ha ormai dimostrato la correlazione tra eventi traumatici precoci e indebolimento del sistema immunitario, con conseguenza sull’insorgere di patologie mediche gravi tra cui quella oncologica. Inoltre il senso di impotenza e mancanza di forze non fanno altro che rendere ancor più vulnerabile il sistema immunitario, così come ciò che sentiamo e pensiamo circa noi stessi incide sulla nostra capacità di fronteggiare la malattia.
L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) in oncologia lavora in senso olistico su eventi traumatici del passato, sugli schemi cognitivi negativi, sulle strategie di fronteggiamento e quelle per sfide future. Lo scopo è miglorare la capacità adattativa del sistema cognitivo, emotivo e comportamentale.
In uno studio pilota (Faretta e al. 2013) con 18 pazienti aventi diversi tipi di tumore, dopo 12 sedute di EMDR è stata evidenziata una riduzione della sintomatologia PTSD, dell’intensità dei sintomi di ansia e depressione, e del dolore fisico percepito.
Il lavoro con EMDR in oncologia è costituito dal ripercorrere le fasi della malattia, a partire dai momenti in cui la persona capisce che qualcosa del suo corpo prima non c’era e deve andare dal medico per un controllo. Ogni passo serve a migliorare la regolazione emotiva della persona e la sua capacità di resistere alle difficoltà.

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