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Equilibrio nell’incertezza: come tornare a star bene

Ho già scritto in qualche articolo di questo blog che ognuno di noi dovrebbe avere una personale cassetta degli attrezzi da allestire con le risorse che possono aiutarci a vivere meglio. In questa cassetta vanno annoverati tutti i modi e le tecniche che ci aiutano a recuperare la calma, contribuendo a ristabilire l’equilibrio messo alla prova dai tanti eventi che la vita riserva. Modi e tecniche vanno continuamente aggiornati e arricchiti di nuovi elementi. Le persone infatti sono in costante movimento e cambia anche il loro modo di funzionare cioè quello che le muove, le motiva, le limita o le spegne. Serve provare più cose per trovare ciò che ci fa star bene. Qualcosa la scarteremo, qualcosa la terremo o la useremo solo qualche volta, ma la varietà della scelta sarà un elemento vincente per tornare star meglio. Ovviamente quando parlo di modi, tecniche, strategie mi riferisco a comportamenti legali, salutari e improntati all’equilibrio.

Ciò che è accaduto e accade a livello mondiale, l’emergenza coronavirus, ha letteralmente buttato per aria punti di riferimento che contribuivano al nostro equilibrio su vari livelli ed è normale sentirsi come se qualcuno ci avesse “tolto il tappeto da sotto i piedi”. E’ probabile che la nostra metaforica cassetta degli attrezzi ora sia più vuota di prima e che qualcosa sia rotto ed inutilizzabile.

Come riordinarla recuperando benessere?

Tra i primi alleati ci sono ritmo sonno-veglia e alimentazione regolari: sforzarsi di togliere o aggiungere quando ci si sbilancia verso il troppo o troppo poco.

Altro elemento da considerare è lo sport. Lo sport aiuta il corpo a funzionare con regolarità, lo sveglia e ci trasmette il messaggio che stiamo facendo qualcosa di buono per noi.

La quarantena ci ha abituati a stare soli, separati dagli altri fisicamente. Whatsapp o Zoom non sono riusciti a mantenere le persone così vicine. Un saluto attraverso un messaggio scritto o uno schermo non può sostituire alla lunga una persona in carne ed ossa. Per necessità ci siamo abituati a questa penuria di vicinanza ma l’essere umano è un animale sociale. L’uomo ha bisogno degli altri anche solo per riconoscere i propri confini e ritrovarsi. Quindi un altro modo per aiutarci tornare in equilibrio è coltivare la nostra rete sociale. Rispettare le regole che preservano la nostra salute, quindi usare le mascherine e mantenere una distanza adeguata ma sforzarsi di tornare a vedere le persone, a frequentarle. Stare in compagnia di amici, sorridere e scambiare parole leggere, vivere momenti divertenti e sereni.

Molto importante è poi individuare più di un modo per aiutare la mente a stare nel presente. Il senso di incertezza diffuso in tutti i settori della vita ci sta mettendo in difficoltà, per questo è preferibile arrivare a sera e godersi la soddisfazione di aver portato a termine la giornata piuttosto che agitarsi per quello che potremmo affrontare domani. Le attività coinvolgenti sono quelle che agganciano la mente e la mantengono focalizzata nel momento presente mettendo al bando ruminazione e rimuginio. Ognuno avrà quella più congeniale: dipingere, cucinare, costruire mobili, fotografare, ecc.

Una nota particolare va alla mindfulness che educa la mente a rimanere nel qui ed ora, con un atteggiamento non giudicante, in accettazione di quel che c’è senza l’attivazione del fare per riparare che spesso porta all’inquietudine. Si può meditare da fermi o camminando. Non si deve per forza meditare per ore, anche cinque o dieci minuti possono fare la differenza. La meditazione aiuta ad ancorarsi anche quando le condizioni esterne non sono così stabili.

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